Per cominciare una nuova vita.
Non dimenticate i cani di Pompei
Decius
Maschio di quattro anni, tranquillo. Ha il pelo corto marrone scuro. Occhi marroni.
“Ho una tonstrina (bottega) all’aperto si chiama «Da DECIUS, barbiere per signori». Sta proprio davanti alla Palestra nei pressi dell’Anfiteatro.E’ un luogo strategico per arranfare i clienti sudati e smandrappati dopo la ginnastica. Tutti i miei concorrenti aprono baracche e baracchette nei luoghi più affollati come i bagni pubblici le Terme o il Foro. Sono famoso per i miei tagli con la cazzuola, anche se la forbice un po’ arrugginita ogni tanto da il suo peggio e zizzagando mi concia le chiome dei senatori che paiono delle fisarmonica. Uno di loro Semprenius mi ha preso a calci nella coda, pardon nel deretano, fino all’anfiteatro….In compenso in barba e baffi sono insuperabile. La mia novacula(rasoio) scivola sui guancioni di ginnasti e senatori che è una bellezza , anche se non sempre la mia zampa, pardon la mia mano è delle più ferme. La peggior avventura l’ho vissuta con il vecchio consorte di Apuleia, la commerciante di argille. La novacula è scivolata sull’unguento barbifero e un getto di sangue ha cominciato a schizzare come fontana. Ho dovuto tamponare con impacchi di ragnatela, olio e aceto e prendermi altrettante pedate nel deretano. Finchè non ho trovato l’idea! Una pallina di resina in bocca al cliente che tendesse le sue floscerie”.
Ortius
Maschio di taglia grande. Ha quattro anni, il pelo corto e gli occhi marroni. Carattere socievole
“Chi non ha sentito parlare di Ortus, gemmarius e caelator (gioielliere e intagliatore) abitante nel cuore di Pompei, proprio accanto alla famosa Via dell’Abbondanza? Nessuno. Perché ogni nobile civis di Pompei conosce la mia bottega di meraviglie: ori a filigrana, gemme color del mare , ametiste e onici nere come gli occhi di Minerva. Turchesi come i seni delle Sirene. Il gioiello più bello l’ho disegnato per la consorte di Cecilio Giocondo, il foenerator, l’usuraio. Con le ametiste, i cristalli e gli ori ereditati dai poveretii che non potevano pagare le usure feroci del marito, ho ricavato per Caspilla una collana delle più belle della città. Come un diadema per quel suo collo lungo come un capitello.E poi anche un bracciale in pendant. Per le Idi di marzo anche le sacerdotesse di Ercole hanno avuto il loro monile su misura: un pugnale sacrificale col manico tempestato di vetri preziosi e porporina. Un monile che , per mio volere , è rimasto esposto nel tempio e mai usato per i sacrifici. Le uccisioni violente degli animali, chissà perché, mi hanno sempre dato un filo di brivido…Approfittate della mia esperienza dunque. Non biasimate l’età ma coglietene i pregi. Del resto chi non vorrebbe in casa un vero gioiello partenopeo? Con la coda?????”.
Vesonius
Maschio di cinque anni. Taglia media, pelo corto nero, con una simpatica macchia bianca sul petto. Muso appuntito ed occhi marroni.
Vesonius era il precettore privato dei bambini canini di Pompei. Dalla sua barba marroncina e dagli occhi carbone si può notare come fosse severo e preciso soprattutto nelle declamazioni dei grandi oratori. Aveva un debole per Cicerone che conosceva a memoria e che recitava anche dal barbiere quando gli facevano shampoo e tosatura mensile. Ma se i suoi allievi pelosi non mostravano interesse e amore per il grande oratore allora Vesonius impartiva loro dieci bacchettate sulle zampe con la ferla, asticella ad hoc per punire i distratti e gli indisciplinati. Se non bastava la ferula Vesonius condiva la punizione con 7 codate assestate per bene sul deretano. Simili memorie sono tramandate da graffiti lasciati dal padre di un allievo del grande pedagogus e in particolare da una scritta alquanto minacciosa "se non ti piace Cicerone verrai picchiato". Un filo aggressivo ma certamente convincente. Oggi che Pompei non ospita più maestri e precettori per questione di restauri Vesonius cerca casa e famiglia. Possibilmente con allievi ciucci da accudire.