i cani di Pompei: Lucius

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E quattro! Adottato anche Lucius.

Il 31 gennaio anche Lucius, uno di cani fino ad ora ospiti dell’area archeologica di Pompei,  è stato adottato. A  lui è  andata la preferenza di una coppia abitante in provincia di Napoli.  Dopo il foro e le vie di Pompei, un bel giardino sarà il piccolo regno che dividerà con altri due cani. Una vera casa lo attende e soprattutto il calore e l’affetto di una famiglia. Veri amici dei cani, i suoi nuovi padroni sono certamente già preparati: il loro terzo amico a quattro zampe sarà accolto dai due “colleghi” che lo hanno preceduto. Scoprirà sicuramente che il suo carattere è il miglior biglietto da visita per essere accettato e diventare uno dei loro, proprio come lo è stato per essere notato e scelto. L’adozione di Lucius segue di poche settimane quella di Eumachia, Mulvia e Vesuvius. I cani che vivono presso gli scavi sono i protagonisti del progetto (C)Ave Canem, per la cura e l’adozione dei randagi del sito di Pompei. L’iniziativa, ideata e avviata dal Commissario delegato dell’Area Archeologica di Pompei, Marcello Fiori, è finalizzata a offrire le migliori cure e una famiglia adottiva ai circa trenta cani finora censiti. Al progetto collaborano LAV, Enpa e Lega nazionale difesa del cane, con la collaborazione della Asl veterinaria della città. I cani, fino ad ora randagi e affidati casualmente alle attenzioni di qualche volenteroso, sono stati dotati di collare, di medaglietta di riconoscimento e di microchip; sono stati sottoposti alle cure necessarie, alle vaccinazioni e sterilizzati. Per loro sono state predisposte cucce attrezzate e sono quotidianamente accuditi da attivisti LAV presenti sul posto. Dopo i primi fortunati prescelti, anche Odone, Decius, Meleagro, Alleia, Caio e gli altri sono in attesa d’adozione.

Chi è Lucius

Socievole, allegro, affettuoso e dallo sguardo amichevole, Lucius, un meticcio di circa due anni, di taglia grande dal lucido manto nero, è stato uno dei protagonisti della “movida” del Foro di Pompei. La piccola banda di ospiti a quattro zampe di cui fa parte è ormai considerata dai turisti una simpatica compagnia itinerante. I coniugi di Napoli che lo hanno adottato non sono stati i primi a notare nei suoi grandi occhi marroni la socievolezza e la bontà di un animale dolce e tranquillo ma hanno preferito non correre rischi aspettando a lungo, prima di decidere di averlo tutto per loro.

Chi era Lucius

Diversamente da quelli di altri cani di Pompei il nome Lucius non ha un riferimento stretto a luoghi o vicende del sito archeologico. E’ però un dei più importanti prenomi latini, fra i  più diffusi all’epoca romana. Illustri “Lucius” furono, fra i tanti, i due Anneo Seneca, il Vecchio e il Giovane,  Cornelio Silla, generale e dittatore romano,  Sergio Catilina,  politico romano del I secolo e, fra i regnanti,  Tarquinio  il Superbo, ultimo Re di Roma  e Settimio Severo, imperatore romano. Ma è forse l’etimologia del nome a dirci qualcosa sul nostro amico Lucius. Evidentemente derivato dalla parola latina lux, lucis (luce), significa "nato nella luce" ma anche "luminoso, splendente":  termini che, in contrasto col colore del suo manto, sono  invece sicuramente adatti alla descrizione del suo carattere. 

 

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in collaborazione con:
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